LA SOCIETA' A TEATRO - Si chiude il sipario
Chiudiamo il sipario di questa terza e edizione di rassegna,
per ascoltare dentro di noi il delicato rumore di una lenta Metamorfosi.
Ogni evento ci cambia, ci trasforma, trasforma qualcosa nei pensieri o nello sguardo,
nelle voglie e nei dubbi.
Ripapersico e tutti gli altri luoghi in cui ci ha portato questa rassegna,
se attraversati col piede o coi Trampoli giusti,
ci possono cambiare.
Possiamo dirlo A voce libera, cantarlo, o trovare Altre parole per esprimere questo cambiamento,
l’importante è sentirlo, farne ricchezza. Trasformarlo in cultura.
Quello fra desiderio e realtà,
ideali e possibilità,
è un equilibrio Instabile.
Un rapporto Fragile.
Ma i teatri di questa rassegna, come un Solletico,
ci hanno ricordato che “…la fragilità è potenza, e la forza è niente”..
Il teatro è la nostra forma di Agire sociale.
Salvaguardiamo dunque la fragilità nostra e dei nostri attori.
E tuteliamo tutte le fragilità, che sono fortissima espressione di vita.
Dalla musica e i colori di una festa in Parata
che ha trasformato la città in una bella sequenzadiZone creative,
trascinata dall’energia giovane ed esplosiva di una Banda di PelleOssa,
fino al sussurro di una Silenziosa danza,
attraversando la tenerezza di una fiaba e delle sue fate (e fati),
omaggiando Alda Merini, grande poetessa
nei cui versi molte donne si sono rispecchiate,
inseguendo un sogno comunitario,
Attivi e sentendoci più Compagni dell’inizio,
siamo arrivati a chiudere il sipario, come si chiude ogni Stagione della vita,
in attesa di quello che verrà dopo.
Resta solo una piccola mano aperta, ad agitarsi piano fra le due grandi tende oramai chiuse:
è un saluto a chi sta dall’altra parte,
ad aspettare o ad ignorare il nostro ritorno.
Un saluto semplice come un ciao,
come dire Aloah.
(Agnese Di Martino)
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