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Verso la VII Conferenza Regionale del Volontariato
Sul rapporto fra Volontariato e Istituzioni: il punto di vista delle associazioni delle Provincie di Modena, Ferrara e Reggio Emilia, condiviso nel seminario preparatorio di Modena.
E' una riflessione comune sul fare rete a più livelli, tra Volontariato e Istituzioni, quella di sabato 8 ottobre a Modena, in occasione del seminario preparatorio verso la settima conferenza regionale del Volontariato. Hanno partecipato una settantina di associazioni da Modena, Ferrara e Reggio Emilia, insieme a rappresentanti di Istituzioni e di Comitati Paritetici Provinciali. L'incontro ha affrontato il tema del rapporto del volontariato con le istituzioni nel cambiamento della società.
Hanno introdotto i lavori gli interventi dei Comitati Paritetici Provinciali sulle questioni prioritarie emerse in ciascuno dei territori coinvolti. Tra i relatori: Teresa Marzocchi, assessore regionale alle politiche sociali e di integrazione, volontariato, associazionismo e terzo settore, e Laura Groppi, portavoce dell'Osservatorio Regionale del Volontariato. Ha presieduto e moderato Luigi Bottazzi, del Co.Ge Emilia Romagna.
Gino Mazzoli, psicosociologo e formatore nei servizi di welfare, ha illustrato alcuni punti salienti del cambiamento economico e sociale in atto, una crisi epocale di portata profonda. In questo panorama ci sono diversi attori sociali: le istituzioni, il terzo settore più strutturato che sta ai tavoli istituzionali, un nuovo ceto immigrato che produce un reddito impressionante e una maggioranza silenziosa di vulnerabili, spesso fonte di conflitto sociale. Si tratta di nuove forme di povertà che includono il ceto medio impoverito, persone che in molti casi vivono al di sopra delle proprie possibilità e si indebitano, oppure sono isolate e prive di reti familiari di supporto, ma si tratta anche piccoli gruppi informali, centrati sui loro bisogni. Il rischio che si corre oggi è quello di una polarizzazione del Volontariato tra grandi organizzazioni e piccole associazioni molto vicine a chi è in stato di bisogno. Poi ci sono le reti informali di vicinato, di mutuo aiuto tra famiglie e altre forme associative nuove, che vanno intercettate e incluse nella base partecipativa tra volontariato e istituzioni.
Quali percorsi progettuali futuri e come farsi soglia verso i più vulnerabili sono stati gli spunti principali del confronto tra le associazioni. Al termine della giornata si è fatto il punto in plenaria delle linee d'azione emerse nei lavori di gruppo: fare maggiore chiarezza sui ruoli degli organismi partecipativi previsti dalla vigente normativa, perché funzionino senza sovrapporsi, garantire parità di rapporti tra volontariato e istituzioni su obiettivi comuni, costruire tavoli informali per la partecipazione delle nuove forme di volontariato e di cittadinanza attiva. Queste linee presuppongono, però, un riconoscimento del volontariato da parte delle istituzioni, come partner e con minore burocrazia, inoltre l'avvio di percorsi formativi per uniformare i linguaggi e favorire le relazioni tra pubblico e privato, per sostenere le famiglie nei compiti di cura.
Hanno poi concluso la giornata Emilio Sabattini, presidente della Provincia di Modena, mentre Gino Mazzoli ha ripreso alcune delle criticità emerse dalla discussione dei due gruppi di lavoro: il problema dell'accessibilità a informazione e documentazione prodotte a livello dei tavoli istituzionali, la visibilità dei prodotti sociali del lavoro di rete, le modalità di comunicazione più adeguate per avvicinare i vulnerabili, la continuità del fare insieme fra associazioni e istituzioni.
Il prossimo appuntamento è per il 26 novembre, a Bologna, con la VII Conferenza Regionale del Volontariato, dove saranno portati a confronto i documenti prodotti dalle associazioni nei quattro seminari preparatori.
In allegato:
Relazione Comitato Paritetico Ferrara
Relazione Comitato Paritetico Modena
Relazione Comitato Paritetico Reggio Emilia
Relazione di Gino Mazzoli con slides
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