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Nonostante i profondi cambiamenti che hanno ridisegnato la mappa geopolitica del mondo, la pace resta ancora un obiettivo lontano per molte regioni del pianeta. Persecuzioni, guerre, violazioni generalizzate dei diritti umani ed esilio continuano a rappresentare il destino quotidiano per 43 milioni di uomini, donne e bambini.
Quest'anno la giornata mondiale del rifugiato cade in un periodo storicamente importante per le questioni migratorie, con il Ministro degli Esteri Frattini che afferma che “i ribelli libici hanno detto che manterranno gli impegni internazionali”, riferendosi ai famigerati accordi italo-libici che dal 2009 hanno bloccato sull’altra sponda del Mediterraneo migliaia di rifugiati, per lo più provenienti dall'Africa sub-sahariana, che transitano dalla Libia per raggiungere l’Europa.
Nel paese libico, come ben sanno le autorità italiane ed europee, molti migranti e rifugiati vivono in condizioni disumane, rinchiusi per periodi indeterminati in severe carceri e a volte addirittura deportati nel deserto. Dall’inizio della guerra in Libia, molti di questi profughi si sono spostati in Tunisia, nei campi allestiti lungo la frontiera. Altri hanno tentato la via del mare, molti di loro sono morti in queste tragiche attraversate.
In Italia singoli cittadini, migranti, associazioni hanno deciso di “festeggiare” la giornata del rifugiato, con mostre, tornei sportivi, concerti, ma anche con incontri e mobilitazioni per denunciare le condizioni in cui vivono molti rifugiati nel nostro Paese.
Anche a Ferrara sono giunti, via Lampedusa, alcuni richiedenti asilo provenienti dalla Libia. La nostra Associazione si è subito resa disponibile per aiutare questi ragazzi, lavoratori immigrati originari principalmente del Pakistan e del Ghana, con corsi di italiano gratuiti tenuti sia nei luoghi che li ospitano che al nostro centro di via Kennedy, con l'assistenza di mediatori culturali, con tornei sportivi, e con incontri e dibattiti dove possano raccontare le loro tragiche storie. Perché tutti dobbiamo conoscere le ragioni e le condizioni della loro fuga dalla guerra e dalle odiose persecuzioni a cui sono stati oggetto perché stranieri, perché neri, le enormi perdite umane subite nella fuga, la spogliazione di tutti i loro risparmi.
Questo è il nostro piccolo contributo a questa giornata che sta diventando la misura e il simbolo delle decine di guerre che, per accaparrarsi le ricchezze del pianeta, lo stanno distruggendo.
ASSOCIAZIONE CITTADINI DEL MONDO
20 giugno 2011











