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Inoltre, "Bibbia e Corano contro il Regime", "Il matrimonio della libertà", un paio di segnalazioni direttamente da Piazza Tahrir, al Cairo, dal blog Gabriele Del Grande; verso la liberazione il dipendente di google scomparso, ed altre segnalazioni
«KIFAYA, BASTA! Anche se non siamo fisicamente lì, dentro di noi, da giorni attaccati passivamente e ininterrottamente alla tv, collegati al telefono o a skype, sperando di prendere la linea e sentire dall’altra parte della cornetta un rassicurante Alham-dulill’Allah (“grazie a Dio”), non facciamo altro che ripetere kifaya!, basta. Le nostre vite in queste ultime ore si sono fermate, sincronizzate con i coprifuoco imposti dal dittatore».
http://www.vita.it/news/view/109865
Da Fortress Europe, il Blog di Gabirele Del Grande:
Tahrir: la bibbia e il corano fi yid wahda

CAIRO – Bibbia e Corano contro il regime. Succede anche questo a piazza Tahrir.
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Tahrir: matrimonio con la libertà
CAIRO - Prima matrimonio a Cairo libera. Ahmed e Ula si sono uniti in nozze oggi pomeriggio alle 16,30. La cerimonia si è svolta sotto il palco allestito in piazza Tahrir, dove da 14 giorni va avanti ininterrottamente la protesta contro il regime di Mubarak. Ahmed e Ula sono in piazza dal primo giorno. Da quel 25 gennaio che sembra ormai lontanissimo. E proprio oggi hanno deciso di sposarsi. L'applauso della folla li ha accompagnati a lungo, prima che i microfoni tornassero a diffondere i classici della musica egiziana, Um Kalthoum e Abdelhelim Hafez, con una incursione dell'inno nazionale. Qualcuno in piazza già lo chiama il matrimonio della libertà. Sicuramente la sensazione diffusa è quella di un nuovo inizio, che non è un conflitto generazionale. Nessuno ha tagliato la testa al padre. Al contrario i padri sono in piazza con i figli, bambini o adolescenti che siano.
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L'azione urgente di Amnesty International
Egitto: attivisti per i diritti umani arrestati!
Aggiornamento - 5 febbraio 2011
Cinque tra giornalisti e operatori per i diritti umani, compresi due rappresentanti di Amnesty International, sono stati rilasciati la sera di venerdì 4 febbraio, dopo aver trascorso un giorno e mezzo nelle mani della polizia militare egiziana.
I cinque facevano parte di un gruppo di 35 attivisti, avvocati e giornalisti arrestati giovedì 3 febbraio nel corso di un'irruzione della polizia militare negli uffici del Centro di studi giuridici Hishan Mubarak, al Cairo.
Nessuno dei cittadini egiziani arrestati è stato ancora rilasciato. Amnesty International ritiene si trovino in incommunicado nel Campo 75, una base militare situata a Manshiyet el-Bakri, nella periferia della capitale. Si teme che tutti i detenuti rischino tortura o altri maltrattamenti.
Secondo le informazioni in possesso di Amnesty International circa 35 persone sono state arrestate nei locali del Centro di studi giuridici Hisham Mubarak (Hmlc) dopo che la polizia militare aveva fatto incursione sul posto. Tra le persone arrestate, ci sono membri dello staff dell'Hmlc, i volontari per il Fronte per difendere i manifestanti egiziani, personale di Amnesty International e di Human Rights Watch. Sono stati arrestati inoltre Ahmed Saif Al Islam, il direttore esecutivo dell'Hmlc, Mostafa ElHassan, Ahmed Taher; Mohsein Bashir; Nadin Abu Shadi, Nada Sadek, Mouna Al Masry, Fatma Abed e Shahdan Abou Shad. Sono stati arrestati anche alcuni dipendenti del Centro egiziano per i diritti economici e sociali (Ecesr), la cui sede è nei pressi di quella dell'Hmlc, incluso il direttore Khaled Ali. Amnesty International considera tutte le persone arrestate prigionieri di coscienza.
Il personale dell'Hmlc stava difendendo le persone arrestate durante le manifestazioni, mentre l'Ecesr ha collaborato all'allestimento di un centro medico improvvisato in una moschea vicino a piazza Tahrir, per curare coloro che venivano feriti durante le manifestazioni.
Gli arresti fanno seguito a un più ampio giro di vite da parte delle autorità egiziane su giornalisti e attivisti per i diritti umani apparentemente nel tentativo di arginare le voci indipendenti che seguono le continue proteste. Alcuni giornalisti sarebbero stati attaccati da sostenitori filogovernativi mentre altri sarebbero stati attaccati dalle forze di sicurezza. Un giornalista della Cnn-Ibn, Rajesh Bhardwaj, sarebbe stato arrestato e rilasciato qualche ora dopo. I delegati di Amnesty International in Egitto hanno dichiarato di non avere notizie circa il luogo in cui si trova Malak Adly, ventinovenne avvocato per i diritti umani dell'Hmlc, da quando è stato arrestato dai militari egiziani martedì 1° febbraio.
Amnesty International è inoltre preoccupata per un civile che dovrebbe comparire in giudizio dinanzi a un tribunale militare oggi, venerdì 4 febbraio. Mohamed Atef è stato arrestato il 3 febbraio dalla polizia militare con l'accusa di aver distribuito volantini antigovernativi. I tribunali militari violano diverse garanzie del giusto processo, incluso il diritto di appello.
Qui si firma l'appello
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da Webnews:
Egitto, il dipendente Google sarà liberato
Il mistero sulla scomparsa di Wael Ghonim sembra finalmente risolto. Il membro del team Google operativo nel medio Oriente, di cui si sono perse le tracce nel corso delle manifestazioni contro il governo Mubarak, verrà rilasciato dalle autorità egiziane a breve, scortato e consegnato alla famiglia come ha confermato il fratello dello stesso Ghonim.
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Dal "Haramlik, il blog di Lia"
“Scrivi che sono orgogliosa di vivere tra questa gente”
I cellulari funzionano, Julia stava andando a lavorare. “A lavorare? Si lavora?” “No, non lavora nessuno, ma noi ci andiamo lo stesso“.
Tra ieri sera, quando si diffondevano le voci di saccheggi e lei, per la prima volta da quando la conosco, era spaventata e pensava di rinforzare la sua sottilissima porta di casa piazzandoci davanti tavole e sedie, fino alla telefonata di questa mattina, dentro di lei è scattato qualcosa di profondo e che va oltre l’impasto di rispetto e gratitudine che conosco tanto bene e che ho sempre sentito a mia volta per l’Egitto e per la sua gente.
“Hanno aperto le prigioni, capisci, e liberato i detenuti affinché saccheggiassero la città. Poliziotti e delinquenti, assieme, che cercano di seminare il caos, ma la gente si è organizzata in un modo incredibile, dovresti vedere. Hanno fatto posti di blocco, messo assieme cataste di pietre in ogni angolo e tutta la gente è nelle strade a proteggere il quartiere: perquisiscono le macchine, controllano che non ci siano armi, qui non passa nessuno. Bastawi è lì, anche lui a farsi il culo sopra e sotto, sono tutti lì e stanotte scendiamo anche noi, andiamo a portare cibo e sigarette a chi fa la notte.”
(continua)












