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L'articolo di Franco Bomprezzi su Vita.it
E’ morta. Ora è tornata improvvisamente, con chiarezza, la dignità della sua persona, e di suo marito. Due lavoratori romeni che, come tanti, cercano di sopravvivere in questa società che sembra impazzita, percorsa da un’aggressività senza precedenti. Maricica era entrata in coma subito, dopo un pugno terribile, sferrato in pieno volto, e ripreso dalle telecamere della metropolitana Anagnina di Roma, qualche giorno fa. Una scena straziante, con i passanti indifferenti, che non si fermano neppure davanti a un corpo insanguinato di una giovane donna distesa a terra. Mentre lui, l’aggressore, riprende le sue cose e si allontana, senza soccorrere la poveretta, senza neppure scappare. Con calma, catatonico, si direbbe.
I giornali titolano subito: “Infermiera in coma per un pugno”. La nazionalità, giustamente, non conta. L’aggressore, subito fermato da un cittadino solerte, è di Roma, ha 21 anni. Una disgrazia, si dirà subito. Che sfortuna, non voleva farle così male, era spaventato (!). Un bravo ragazzo, aggiungeranno ben presto gli amici, ma anche coloro che non lo conoscono, ma che solidarizzano in qualche modo con lui, con il pugile, non con lei, la vittima.










