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I fatti sono stati ampiamente ripresi dalla stampa italiana, che in quegli stessi giorni però ha bucato un'altra importante notizia. Un piccolo presidio sotto il consolato marocchino a Milano, la mattina del 23 luglio. Un evento apparentemente insignificante. Ma in realtà direttamente connesso alla guerra al terrorismo e ai suoi effetti collaterali. Sui manifesti c'era scritto “Verità e giustizia per Youness Zarli”. E a volantinare per strada c'era anche la moglie, Jessica. E dire che del suo caso la stampa italiana si era già occupata nel 2005, ma sulle pagine sportive. Facciamo un salto indietro.










