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[Articolo originale: Fortress Europe: La corte europea condanna l'Italia per i respingimenti. Ma con la nuova Libia cambierà davvero qualcosa?]

La Corte europea dei diritti umani (Cedu) di Strasburgo ha condannato l'Italia per i respingimenti verso la Libia. Era il 6 maggio del 2009, e alle motovedette italiane venne dato per la prima volta l'ordine di invertire la rotta. E di riportare in Libia i naufraghi che avevano intercettato in mare 35 miglia a sud di Lampedusa. Sul molo di Tripoli li aspettava la polizia libica, con i camion container pronti a caricarli, come carri bestiame, per poi smistarli nelle varie prigioni del paese. A bordo di quelle motovedette c'era un fotogiornalista, Enrico Dagnino, che ha raccontato la violenza di quell'operazione. Poi fu censura. In Libia vennero respinte altre mille persone in un anno. Ma nessuno vide. E nessuno si indignò. Fortuna che a Roma uno studio di avvocati non ha mai smesso di crederci, e tramite alcuni buoni contatti in Libia, è riuscito a raccogliere le procure di 24 di quei respinti, undici eritrei e tredici somali. Sono stati loro a denunciare il governo italiano di fronte alla Corte europea. Per essere stati espulsi collettivamente e senza identificazione, per non aver avuto il diritto a un ricorso effettivo davanti a un tribunale, e per essere stati respinti in un paese terzo, la Libia di Gheddafi, dove sono stati incarcerati in condizioni inumane e degradanti e in alcuni casi sottoposti a torture. Quei due avvocati sono Anton Giulio Lana e Andrea Saccucci. Oggi raccolgono il frutto del lavoro di quasi tre anni di processo.

[L'articolo completo: Fortress Europe: La corte europea condanna l'Italia per i respingimenti. Ma con la nuova Libia cambierà davvero qualcosa?]

[Articolo originale: Sentenza della Corte europea sui respingimenti in Libia: una "pietra miliare"]

Sentenza della Corte europea sui respingimenti in Libia: una "pietra miliare" per Amnesty International, che torna a chiedere che gli accordi con Tripoli siano basati sui diritti umani

Roma, 23 febbraio 2012 ©Amnesty International

Amnesty International ha definito "una pietra miliare" la sentenza emessa oggi dalla Corte europea dei diritti umani nel caso Hirsi Jamaa e altri contro l'Italia.

scadenza: 28-02-12

scaduto

Stanziate ulteriori risorse per promuovere l’iniziativa imprenditoriale dei titolari di protezione internazionale.

Sul sito del Ministero dell'Interno sono consultabili i due avvisi pubblici per la selezione dei progetti del Fondo Europeo per i Rifugiati 2008-2013 – Annualità 2011 e 2012

Il dato italiano registrato dall'UNHCR nel primo semestre del 2011. Comunque ridotto l'impatto delle crisi del nord Africa e del corno d'Africa rispetto al totale delel richieste

Più 17% nelle domande di asilo presentate nei 44 paesi industrializzati durante i primi sei mesi del 2011. Lo dice il rapporto "Asylum Levels and Trends in Industrialized Countries" dell'UNHCR. L'Europa a 27 ha raccolto 123.400 domande di asilo sulle 198.300 totali. Mentre i paesi del Nord Europa hanno avuto un calo di domande, l'aumento di richieste d'asilo nel 2011 si è concentrato finora nei paesi del Sud Europa (Italia, Malta e Turchia) che hanno registrato un +57% nelle richieste di asilo (25.100 contro le 16mila del primo semestre del 2010).

[L'articolo completo: PROFUGHI. Richieste d'asilo, +102% (20/10/2011) | Vita.it]

[Articolo originale: Migranti, da inizio anno oltre 2000 morti]

Ieri l’ennesima strage nel Mediterraneo, sulla rotta che porta dalla Libia sotto attacco all’isola di Lampedusa. E ancora un giallo su quella che sembra essere l’ennesima omissione di soccorso delle navi da guerra della Nato. Le vittime sarebbero decine, alcuni testimoni parlano addirittura di cento persone. Si trovavano a bordo di un vecchio peschereccio di 20 metri partito venerdì scorso dalla Libia con 300 passeggeri a bordo che da due giorni vagava 90 miglia a sud di Lampedusa, con il motore in avaria. Il racconto dei superstiti è ancora al vaglio degli investigatori. I passeggeri sarebbero morti di stenti e disidratazione. Le vittime sono soprattutto donne e bambini. I loro corpi sono stati abbandonati in mare.

L’esercizio della nostra politica e di quella europea è la gara a contare quanti ne sbarcano, pronti a gridare all’invasore. Il massimo dell’ipocrisia se si pensa che i nostri aerei e quelli di altri Paesi europei continuano a vomitare bombe sul terreno libico. Ma quanti sono quelli che non sono arrivati? Muoiono giorno dopo giorno.

[Leggggi tutto su Vita.it: Migranti, da inizio anno oltre 2000 morti]

 

“Lasciateci entrare”: il 25 luglio mobilitazione davanti ai Cie

Mobilitazione davanti ai Cie. Protesta di Fnsi, Ordine dei giornalisti, Asgi, Osf, Rete primo marzo, Articolo 21, deputati e società civile. Natale: "Pericoloso dire ai giornalisti: 'non devi sapere'". Jacopino: ''Siamo scomodi se facciamo il nostro dover

 

- Boldrini (Unhcr): "Nei Cie sono finiti anche richiedenti asilo. Dialogo con il Viminale". La portavoce dell'Alto commissariato: "Dalla Libia sono fuggite un milione e 200 mila persone, solo 23 mila arrivate in Italia". Sui cittadini di paesi terzi che chiedono asilo conta lo Stato di provenienza: "Tanti riceveranno un diniego". VAI AL SITO
- La storia di Nizar. Il giovane tunisino sposato con Winny, una ragazza olandese in attesa del loro primo figlio e al settimo mese di gravidanza. Recluso nel Cie temporaneo di Chinisia, è fuggito. Il giudice di pace di Agrigento ha annullato l'espulsione firmata dal prefetto di Agrigento perchè viola la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini Ue e dei loro congiunti. VAI AL SITO 

 

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foto scuola rifugiati

Nonostante i profondi cambiamenti che hanno ridisegnato la mappa geopolitica del mondo, la pace resta ancora un obiettivo lontano per molte regioni del pianeta. Persecuzioni, guerre, violazioni generalizzate dei diritti umani ed esilio continuano a rappresentare il destino quotidiano per 43 milioni di uomini, donne e bambini.

 

Quest'anno la giornata mondiale del rifugiato cade in un periodo storicamente importante per le questioni migratorie, con il Ministro degli Esteri Frattini che afferma che “i ribelli libici hanno detto che manterranno gli impegni internazionali”, riferendosi ai famigerati accordi italo-libici che dal 2009 hanno bloccato sull’altra sponda del Mediterraneo migliaia di rifugiati, per lo più provenienti dall'Africa sub-sahariana, che transitano dalla Libia per raggiungere l’Europa.

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uscendo dalla rete - da Flickr

 

IO RICHIEDO

19-20 Giugno 2011

IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

Le iniziative organizzate da Coop Camelot

[da “cronacacomune.it”]

Migranti e rifugiati: il racconto dei fatti oltre la cronaca

Sul sito di Gabriele Del Grande (recente ospite agli Emergency Days) l'ampio speciale sulla vicenda

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