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L'INDAGINE ARCHEOLOGICA DEL GRUPPO ARCHEOLOGICO FERRARESE
LA CRONACA DELL'ESPERIENZA DI VOLONTARIATO
Nel Copparese si è concluso con bilancio positivo il primo campo di scavo del Gruppo Archeologico Ferrarese (GAF). Le operazioni di ricognizione e scavo, autorizzate dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici e sotto la supervisione della direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara dottoressa Caterina Cornelio, hanno visto protagonisti dal 15 luglio al 4 agosto 2010 circa 29 volontari del GAF, guidati da esperti della stessa Soprintendenza, l’archeologo Valentino Nizzo e l’ispettore onorario Maurizio Molinari. L’esperienza pioneristica di volontariato in archeologia, che si è svolta per la prima volta tra Ro e Copparo, nasce da un progetto del GAF sostenuto da Agire Sociale CSV, dai Comuni di Ro e Copparo con l’Unione Terre e Fiumi, per valorizzare il patrimonio archeologico e la storia locale del territorio intercomunale.
Prima lezione con l'archeologo Valentino Nizzo
Perché un progetto di volontariato archeologico nell’Unione Terre e Fiumi- Le rappresentazioni cartografiche di questo territorio databili fino agli inizi del XIX secolo, ossia precedenti alle grandi opere di bonifica, mostrano infatti vaste zone con dossi lagunari e spalti fluviali, che nel corso del tempo hanno rappresentato un vero e proprio punto di riferimento per la scelta di aree d’insediamento umane. Dopo un lavoro pluriennale di catalogazione dei dati relativi alle principali evidenze archeologiche rinvenute nel territorio in questione, condotto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, il progetto si è concretizzato in una vera e propria indagine archeologica effettuata dai volontari del GAF: persone solari, estroverse, di varie età ed estrazioni sociali, legate dalla passione per l’archeologia, che significa ricercare le tracce di un passato antico per conoscere e imparare. Il campo di scavo in località “il Viarolo” ha impegnato i volontari per tre settimane in un’indagine archeologica seria, impegnativa, resa a tratti faticosa per la calura estiva. A “suon di pala e cazzuolina”, un quadrato di terra dopo l’altro, gli esperti della Soprintendenza hanno guidato i volontari nella lettura e nell’interpretazione della stratigrafia reperto dopo reperto , al fine di riscoprire insieme ciò che c’era migliaia di anni fa nello stesso luogo che oggi li ha accolti, il fondo “Il Viarolo” messo a disposizione con grande sensibilità e lungimiranza dal proprietario del terreno, signor Alberto Stefanati.
Ricognizione di superficie
Il volontariato archeologico è tutto questo: un’esperienza di crescita personale e un’opera gratuita riconosciuta dalle pubbliche istituzioni nazionali e locali, prestata spontaneamente per il bene comune che, nel nostro caso, si identifica con la riscoperta della storia di un luogo e lo sviluppo culturale del territorio intercomunale Unione Terre e Fiumi. Esso apre, inoltre, per le scuole e non solo interessanti prospettive di studio e didattica.
Le prospettive future - L’esperienza promossa dal GAF ha già percorso diverse delle tappe previste dal progetto iniziale: la selezione dei siti archeologici da indagare, l’acquisizione dei nulla-osta necessari per operare in proprietà private, la collaborazione dei Comuni di riferimento, il percorso propedeutico all’attività archeologica da svolgere sul campo, con la supervisione della Soprintendenza e, infine, le indagini archeologiche vere e proprie, la prima delle quali già condotta nel Comune di Copparo e la seconda, imminente, nel Comune di Ro.
Per il futuro il progetto guarda ai giovani e al volontariato con tante iniziative in cantiere, che comprendono: le campagne di sensibilizzazione sulla salvaguardia del nostro patrimonio storico archeologico, lo studio dei materiali archeologici rinvenuti, le attività didattiche con le scuole e, inoltre, il coinvolgimento di persone svantaggiate in alcune delle operazioni più importanti, come la setacciatura della terra di scavo, sull’esempio del laboratorio in corso a San Bartolo.
Un’esperienza che ha già raggiunto un obiettivo significativo: ben quattro nuove adesioni al GAF, per fare volontariato in archeologia fra i giovani residenti in zona!
La galleria fotografica del campo di scavo del GAF:
La prima trincea di scavo
I volontari al lavoro
Le murature sotto terra
Mani e cuori al lavoro
Gli scavi ultimati


















